Giorgia's Creation

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sabato 9 ottobre 2010

Roccia teschio!!

Guardate questa roccia è spettacolare!! A quanto pare fa parte della decorazione di un hotel a Las Vegas !!

venerdì 8 ottobre 2010

Halloween...la leggenda di Jack-o'-lantern

Jack era un miserabile vecchio ubriacone che amava fare scherzi a tutti: famiglia, amici,e anche al Diavolo in persona.Si narra che osò sfidare il diavolo, il quale, terrorizzato, fu costretto a rifugiarsi su un albero. Al fine di impedire che il diavolo discendesse, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, Lucifero avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack.
Durante la propria esistenza il fattore,sicuro che non sarebbe andato all'inferno, commise tanti peccati che, quando morì, non andò in Paradiso. Rimasto sulla terra, colse una zucca e vi intagliò un volto,inseritavi una candela, ne fece una lanterna. Cominciò da quel momento a peregrinare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo. Halloween sarebbe dunque il giorno nel quale Jack, va alla caccia di un rifugio. Gli abitanti di ogni paese sono tenuti ad appendere una lanterna fuori dalla porta per indicare all'infelice anima che la loro casa non è posto per lui.
Un'altra leggenda narra che Jack fosse una persona che beveva sempre, un giorno al bar incontra il diavolo che ad un certo punto si trasforma in una moneta, allora lui la prende; poco tempo dopo muore. Va in paradiso, ma viene cacciato, va all'inferno e viene cacciato per aver preso la moneta e allora prende una rapa, gli fa gli occhi e la bocca e all'interno ci mette dei carboni ardenti e così va in giro da solo illuminandosi la strada. La rapa fu poi cambiata e al suo posto misero la zucca.
Un'altra versione ricollega la storia della moneta al primo Jack che avrebbe posto la moneta (sapendo che era il diavolo) nel portamonete assieme ad una croce d'argento, impedendogli di ritrasformarsi. Tale tradizione riferisce che Jack, rifiutato dal paradiso e presentatosi all'Inferno, venne "cordialmente" scacciato dal demonio ricordandogli il patto e ben felice di lasciarlo errare come anima tormentata. All'osservazione che era freddo e buio, il demonio gli tirò un tizzone ardente (eterno in quanto proveniente dall'inferno) che Jack posizionò all'interno di una rapa che aveva con se.
L'uso delle zucche era ben presente anche nella cultura contadina della Toscana fino a pochi decenni fa, nel cosiddetto gioco dello zozzo. Nel periodo compreso tra settembre e novembre si svuotava una zucca, le si intagliavano delle aperture a forma di occhi, naso e bocca; all'interno della zucca si metteva poi una candela accesa. La zucca veniva poi posta fuori casa, nell'orto, in giardino ma più spesso su un muretto, dopo il tramonto e per simulare un vestito le si applicavano degli stracci o addirittura un abito vero e proprio. In questo modo avrebbe avuto le sembianze di un mostro provocando un gran spavento nella vittima dello scherzo, in genere uno dei bambini, mandato fuori casa con la scusa di andare a prendere qualcosa.
Una pratica identica era presente nel Lazio del nord, in anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, e da far risalire, tramite testimonianze indirette, quantomeno alla seconda metà dell'Ottocento. La zucca intagliata ed illuminata veniva a volte chiamata La Morte.
L'uso di intagliare le zucche e illuminarle con una candela si ritrova anche in Lombardia e in Liguria, ad esempio nella cultura tradizionale di RiomaggioreCinque Terre. 

Un po di storia...le origni di HALLOWEEN

Halloween è il 31 ottobre, ultimo giorno del calendario celtico. In origine era una festa pagana, per onorare i morti. Halloween è stata denominata All Hallows Eve(vigilia di ognisanti) e risale a oltre 2000 anni fa.
All Hallows Eve è la sera prima del giorno di Ognissanti.
Ci sono molte versioni delle origini e vecchie usanze di Halloween. 
La cultura di Halloween può essere fatta risalire ai Druidi,ai celti in Irlanda, Gran Bretagna e Nord Europa, ha Radici laiche nella festa di Samhain,
che significa "fine estate" o novembre. Samhain era la festa del raccolto che si celebrava con enormi  falò sacri, segnando la fine dell'anno celtico e l'inizio di uno nuovo,durante la celebrazione, i Celti indossavano costumi, costituiti in genere da teste di animali e pelli. Molte delle pratiche di questa celebrazione sono state alimentate con la superstizione.
I Celti credevano che le anime dei morti vagassero per le strade e nei villaggi durante la notte. Poiché non tutti gli spiriti si pensava fossero amichevoli, dei doni e del cibo venivano lasciati fuori dalle porte per pacificare il male e garantire  che negli anni a venire i raccolti sarebbero stati abbondanti. Questa usanza si è evoluta in trick-or-treat.

giovedì 7 ottobre 2010

La verniciatura della papier machè

Una volta che il nostro soggetto è ben asciutto possiamo procedere con la verniciatura, io uso una vernice di lattice , che può essere di qualsiasi colore che noi vogliamo, poichè in colorificio da una base bianca ci fanno il colore che più ci aggrada, io uso in genere il nero ma anche il bianco.
Diamo una mano di vernice di lattice, sia dentro che fuori,facciamo asciugare,dopo di che prendiamo dei colori acrilici,e coloriamo il soggetto come più ci piace,infine diamo una mano di flatting,se rimane troppo lucido,possiamo dare una passata di spray trasparente opaco. Così facendo il nostro soggetto sarà ben protetto e resistente ad umidità,muffe,e deterioramento.

martedì 5 ottobre 2010

BASE: FATTA CON STRISCE DI GIORNALE

Per creare la nostra base, possiamo servirci di per esempio di vecchie ciotole,palloncini,buste di plastica piene di giornali appallottolati, ecc..

Strappiamo strisce di giornale non troppo piccole,a seconda dell'oggetto che dobbiamo ricoprire, in un catino mettiamo acqua,farina e colla vinilica,fino a formare una cremina liquida, se il supporto scelto è una ciotola o una tazza..sarebbe meglio il primo strato farlo  bagnando le striscioline solo nell'acqua,fare asciugare e poi fare un'altro strato immergendo le strisce di carta nella "pappetta" spiegata sopra, una volta asciutto, staccare dalla base la carta che avrà la forma del nostro supporto, a questo punto, si può ricoprire con la poltiglia di cartapesta.
Quando tutto risulterà ben asciutto si potrà procedere alla verniciatura che spiegherò più avanti.

lunedì 4 ottobre 2010

COME PREPARO LA CARTAPESTA

La migliore carta da usare è quella dei quotidiani,
Per fare la pasta di cartapesta  si strappano  a mano a pezzi abbastanza piccoli di quotidiani, e si mettono in ammollo in catini con acqua
bisogna lasciarli macerare  almeno per 24 ore,dopo di che si mettono in una pentola sempre con acqua e si fanno bollire per circa 20 minuti,poi si prende un mixer da cucina, e si frullano per bene fino ad ottenere una poltiglia morbida,

poi si strizza un po con le mani, io personalmente non ho dosi precise, vado ad occhio,metto un po di poltiglia di carta,colla vinilica,farina,un po d'olio di vaselina  e impasto per bene, si può aggiungere polvere di gesso,segatura, a seconda di come si vuole il risultato, io sperimento molto, provo un po con diversi materiali.
Per quanto concerne le colle, si può utilizzare la polivinilica (nota come Vinavil),è possibile utilizzare anche la più comune e casalinga colla di farina che si può preparare così: miscelare 100 gr.di farina in 2 litri di acqua, far bollire e mescolare sino a quando assume la consistenza di un budino. 
Per fare la base del nostro oggetto possiamo sbizzarrirci,usare gionali opportunamente ripiegati o appallottolati da poi ricoprire con striscioline di carta pesta (più avanti vi spiegherò come le preparo), contenitori di plastica, palloncini ecc.. 

PAPIER MACHE' ovvero CARTAPESTA




L'utilizzo della cartapesta a fini artistici è noto in Italia sin dal Cinquecento, dato che già allora si realizzarono statue a carattere sacro a somiglianza di quelle di legno.
Però fu l'Inghilterra il paese dove questo materiale riscosse maggiore successo, a partire dalla seconda metà del Settecento. Infatti, da quel momento, la cartapesta venne impiegata al posto dello stucco nelle decorazioni di soffitti e muri. Intorno al 1760, per i lavori di costruzione e rifinitura della chiesa di West Wycombe vennero chiamati operai italiani e questo evento fu una delle saldature fra la tradizione italiana più antica e le nuove diramazioni che l'attività sviluppò in Inghilterra successivamente.
Lo stesso Robert Adam fece ampio ricorso a finti stucchi di cartapesta, e verso la fine de XVIII secolo si costruirono astucci, vassoi e persino mobili.
Per rinforzare e rendere più durevoli i mobili si utilizzò una rivestitura impermeabile atta a laccare la superficie, mentre grazie alla plasticità del materiale si ottennero fogge pregevoli e originali.
La cartapesta è una tecnica "povera",Si prepara utilizzando prevalentemente carta e stracci intrisi di colla vinilica o, in alternativa, di colla di farina.
La cartapesta, una volta essiccata, diventa molto leggera, e con le opportune
precauzioni (vernici a baser di siliconi, flatting) anche molto resistente.